Noi che ci occupiamo di memoria per risvegliare il vissuto giovanile degli anziani ed insegnare in modo divertente la storia ai giovani, non possiamo perdere l’occasione che ci offre nei prossimi cinque anni il centenario della prima guerra mondiale. Raccontando quelle vicende, senza retorica di parte, si può tessere un filo invisibile che unisca le generazioni.
Proponiamo un progetto che prevede:

  • un ciclo di conferenze nelle scuole
  • uno spettacolo teatrale itinerante
  • un dvd

Il tutto verrebbe incentrato sul primo anno di guerra, il 1914 – 1915, che fino al 24 maggio vide l’Italia neutrale. Poi negli anni successivi si sceglierà un tema attinente al periodo corrispondente. La canzone rappresenta perfettamente il momento in cui l’equilibrio politico europeo si sgretola e scoppia la prima guerra mondiale. Il Varietà come il Caffè Concerto si adegua e traduce in teatro musicale il clima che si respira. L’Italia neutrale è vista come un’allegra ragazza circondata da “giovanotti” di mezza Europa che la corteggiano e le offrono “mari e monti”, ai quali lei risponde, come in un ritornello, “t’amo sì, ma son neutrale” ed afferma più prosaicamente “io gliela fo veder ma sempre invano”.
È effettivamente questo l’atteggiamento diplomatico dell’Italia, ancora membro della Triplice Alleanza con Germania ed Austria-Ungheria. Il marchese di San Giuliano, Salandra e Sonnino cercano di guadagnare tempo e benefici intavolando trattative separate sia con Austria e Germania, sia con le potenze dell’Intesa. E’ un vero e proprio “mercato” che i nostri ambasciatori conducono più a meno segretamente e che porterà inevitabilmente all’entrata in guerra.

Questi “giri di valzer” avvengono mentre i futuristi con gli interventisti infiammano la piazza ed i teatri con le loro rappresentazioni provocanti. Ispirandoci alla canzone La leggenda del Piave, in cui il fiume racconta le varie fasi della guerra,proporremmo di intitolare il progetto per il primo anno:
Il Piave mormorava: “Neutralità o intervento?”
A breve nuove informazioni sullo sviluppo dell’iniziativa. Si accettano, anzi, si sollecitano intanto suggerimenti.

Stefano Modena