“Non è mai troppo tardi”, diceva il maestro Alberto Manzi nelle sue lezioni scolastiche televisive per adulti negli anni Sessanta.
“Non è mai troppo tardi” ribadiamo oggi noi, che a scuola ritorniamo, ma come docenti.
Nell’ambito del progetto scuola e del primo anno di centenario della grande guerra, siamo stati invitati, infatti, a tenere presso il liceo scientifico Galilei delle conferenze integrative del programma di Storia per le classi quinte. Artefici di questa collaborazione sono il Preside prof. Luciano Carazzolo e la prof.ssa di Storia e Filosofia Mirella Giudice. Come è nostro costume racconteremo la storia attraverso il teatro, le canzoni, le immagini ed i filmati d’epoca, con un metodo utile a fissare la memoria dei fatti divertendosi.
Fatte le debite proporzioni si tratta della medesima procedura che utilizziamo nelle case di riposo per favorire negli anziani il ricordo del vissuto giovanile e, attraverso questo, forme di partecipazione e socializzazione. I prossimi incontri sono previsti il 20, 22, 24 gennaio e tratteranno delle premesse politiche e militari del conflitto, della crisi di luglio del 1914 e del dilemma italiano tra neutralità ed intervento. L’ignara spensieratezza della Belle Epoque verrà raccontata anche dalla musica del Can Can di Offenbach e del Valse Musette, e dai dipinti di Bonzagni, Cominetti, Kirchner e Tarkhoff. Si parlerà di irredentismo e di Triplice Alleanza ascoltando l’Inno a Oberdan. Gli intrighi serbi avranno come colonna sonora la musica di Kutusturica e nelle trattative su neutralità o intervento il re d’Italia ed i suoi ministri danzeranno un valzer viennese, trasformando la neutralità stessa in una forma di prostituzione.

I personaggi storici come Mussolini e Marinetti parleranno in diretta e si sentirà persino la voce rotta dalla tisi di Gavrilo Princip, l’attentatore di Sarajevo.
E poi ci saranno filmati e cartoline originali d’epoca, di cui vi diamo qualche anticipazione.