LUCIANO MOLINARI

LUCIANO MOLINARI (pseudonimo di GIUSEPPE MOLINARI). Imitatore, canzonettista e attore cinematografico, nato a Garlasco (Pavia) il 13 dicembre 1880, morì a Torino il 27 luglio 1940.

Da maestro elementare era passato ad attore di prosa (nella compagnia Novelli) quindi al varietà, nel quale, sfruttando la sua naturale abilità imitativa e l’abitudine di fare il verso ai grandi mattatori del tempo, da Zacconi a Lyda Borelli, creò, o per lo meno valorizzò, primo in Italia, il ruolo dell’imitatore. Tuttavia, divenne famoso soprattutto come dicitore di canzonette italiane sue o tradotte dal francese (Concettina, Le Mani delle donne, Addio signorina, ecc.).

Il suo successo, come in Francia quello di Mayol, si basava sulla sua “linea”, sulla sua eleganza: fu il primo nel varietà ad usare il frac, passando quindi al tight accompagnato da cilindro, guanti crema e canna d’India. Con il suo stile unito alla suadente dizione e alla signorilità altezzosa egli ostentatamente rivelava la volontà di distacco da ogni volgarità dell’ambiente, contro la quale si sfogò in una celebre conferenza futurista, intitolata “Morite tutti!”.

Finì col riuscire intollerabile al pubblico, che egli non esitava a provocare ritirandosi sdegnoso innanzi a manifestazioni di dissenso. Portava con sé una carta geografica sulla quale, di volta in volta, cancellava i nomi delle città in cui aveva avuto accoglienze fredde od ostili. Mori in estrema miseria all’Ospedale civico di Torino.

2018-02-14T19:37:20+00:00