SANGUE MORLACCO

FIUME, L’ULTIMO VOLO DI GABRIELE D’ANNUNZIO

Lo spettacolo racconta in modo divertente la nascita e la breve vita della Repubblica di Fiume, dal 12 settembre 1919 al 26 dicembre 1920. Durante i 16 mesi dell’occupazione dannunziana Fiume si trasforma in una piccola contro società sperimentale, che viene in un clima psicologico atipico e soprattutto avulso dalla morale corrente. Idee e valori sono completa,ente rovesciati: la norma diviene la trasgressione attraverso la libertà sessuale, l’uso di stupefacenti e il ribellismo di massa. Vengono introdotte la pratica del divorzio e il diritto di lavoro e di voto per la donna. Nella città occupata si incontrano nazionalisti e internazionalisti, monarchi e repubblicani, conservatori e  sindacalisti, clericali e anarchici, imperialisti e comunisti. A fiume convivono due anime, una fortemente tradizionalista e nazionalista e una trasgressiva e immaginifica, che sono l’autorevolezza e il carisma del D’Annunzio riescono a tenere insieme. Protagonisti sono, con D’Annunzio, i personaggi noti e meno noti che ruotano attorno al poeta in questa avventura, tra cui Arturo Toscani, la cantante Gea della Garisenda, Guglielmo Marconi, l’aviatore pazzo Guido Keller, alcune nobildonne vestite da legionarie, l’industriale del maraschino Pietro Luxardo, il futurista Filippo Tommaso Marinetti, la stella del Varietà Lilì di Montresor, il sindaco di Fiume Riccardo Gigante e tanti altri. La scena si svolge nel salone d’onore del palazzo presidenziale, durante una serata di gala e mette in risalto gli aspetti più curiosi grotteschi di questa esperienza. Fanno da sfondo i commenti sarcastici del popolo fiumano, che, pur sostenendo l’azione di D’Annunzio, soffre le disastrose conseguenze economiche prodotte prima dalla grande guerra e poi dall’embargo nei confronti della città.

2017-12-06T12:08:54+00:00