TABARIN

Locale di ritrovo notturno, ove si rappresenta la cosiddetta “rivista da camera”. La gente balla e, durante le consumazioni, assiste a spettacoli di canto, brevi recite, numeri di illusionismo, macchiette e anche a sfilate di moda. Il nome deriva da una maschera della commedia dell’arte, Tabarin appunto, che nel ‘600 rappresentava a Parigi scene buffe, canti e suoni, secondo lo stile degli zanni italiani. Il primo locale viene aperto a Parigi nel 1894 e si chiama il Tréateau de Tabarin.
Questi ambienti vengono introdotti in Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Si tratta di luoghi esclusivi, estremamente costosi, ove si può indulgere all’alcol, alla cocaina ed alla prostituzione di lusso. Nonostante queste forzature e nonostante sia un covo di “debosciati” e “meretrici” e sollevi la protesta dei moralisti e dei cattolici, il Tabarin piace al fascismo della prima ora, soprattutto nella sua componente malavitosa, gli “apaches”.
Gli “apaches” non sono altro che i ruffiani armati di coltello, che difendono le “cocottes”, altrimenti dette prostitute. Ed il “culto del pugnale” piace alle “Squadre di combattimento”. Piccoli apache, monelli capibanda e malandrini, al motto littorio “noi del mondo ce ne infischiam”, diventano protagonisti di molte canzoni. Le “cocottes” vengono invece celebrate come Lucciole vagabonde.

2017-12-12T15:25:04+00:00