YVETTE GUILBERT

YVETTE GUILBERT (pseudonimo di EMMA ESTHER LAURE GUILBERT). Nata a Parigi il 20 gennaio 1865, morta ad Aix en Provence il 3 febbraio 1944; cantante, attrice e fine dicitrice di cabaret.

Nata in una famiglia povera, inizia a cantare da bambina e, all’età di sedici anni, lavora come modella al Printemps, grande magazzino di Parigi. Risalgono al 1886 le sue prime apparizioni sul palco di piccoli locali. Debutta al Teatro Varietè nel 1888, al famoso Eldorado club e al Moulin Rouge nel 1890. Il pittore inglese William Rothenstein descrive così le sue apparizioni: “Una sera Lautrec ci avvicinò in rue Ravignan per raccontarci di una nuova cantante. Siamo andati, disse, a sentire una giovane ragazza, di aspetto virginale, sottile, pallida, senza rouge.”

LE CANZONI

Le sue canzoni, però, non erano verginali, al contrario, ed i frequentatori del Moulin guardavano sconcertati questa associazione di innocenza e doppi sensi. Solitamente si vestiva di giallo brillante, con lunghi guanti neri, stava quasi immobile sulle gambe, gesticolando con eleganza . Era il soggetto preferito di Henri de Toulouse-Lautrec, che ne fece molti ritratti e caricature. Quando si ritirò dalle scene, nel 1932, le fu assegnata la Legione d’Onore, come ambasciatrice della canzone francese. Morì nel 1944, all’età di 79 anni e venne sepolta nel cimitero di Père Lachaise a Parigi. E’ stata la prima rappresentante moderna dei fini dicitori. E ’ stata la prima rappresentante moderna dei fini dicitori.

Il fine dicitore era colui che leggeva testi di canzoni o brani di versi o prosa, intonando la voce a seconda della musicalità della parola.In epoca antica il fine dicitore si esibiva negli spettacoli di corte e in tempi moderni in rappresentazioni di varietà o in circoli privati, spesso accompagnato da uno o più strumentisti che eseguivano una melodia prestabilita. Come professione rimase relegata ai generi teatrali minori, visto che la declamazione eseguita aveva spesso un risultato comico o comunque legato molto più alla rappresentazione del testo piuttosto che ad una effettiva interpretazione musicale.